Crescita personale: quando hai stabilito i tuoi obiettivi come superare la paura di rischiare? Quattro consigli per imparare ad accettare il rischio.

Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, è perché non osiamo che sono difficili. – Seneca

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Prendendo a caso un qualsiasi percorso di crescita personale che sia in ambito prettamente spirituale o in ambito mentale e fisico, uno dei primissimi ostacoli che ci troviamo ad affrontare è la paura; in particolare oggi, in questo articolo, tratteremo della paura di rischiare.

 

L’iter è più o meno simile per tutti: fatta chiarezza su quali siano gli obiettivi per i quali riteniamo valga la pena di puntare le nostre fiches sulla roulette della nostra VITA (qui trovi suggerimenti utili in merito), ecco che facciamo appena in tempo ad assaporare la sensazione di soddisfazione per il proposito che abbiamo or ora stabilito che fanno la loro comparsa il dubbio, l’incertezza, la sfiducia.

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La nostra espressione cambia: da baldanzosa e sorridente si fa cupa e mille se si affacciano alla mente:” se poi accade questo…”, e “se non accade quest’altro…”, e “se tizio reagisce così …”e “se caio non vuole…”e “se io non sono capace di…”e se, ancora se, a ruota libera.

Insomma hai capito di cosa sto parlando: sono certa che, almeno una volta nella vita è successo a ciascuna di noi di essere sotto scacco della paura di fallire che è poi un altro modo per definire la paura di rischiare.

La vita è un processo in cui si deve costantemente scegliere tra la sicurezza (per paura e per il bisogno di difendersi) e il rischio (per progredire e crescere). Scegli di crescere almeno dieci volte al giorno. – Abraham Maslow

Il motivo principale è presto detto: nutriamo una forte (per alcuni di noi è fortissima) resistenza al cambiamento. Dentro di noi si innesca un comportamento, emotivo prima e di azione poi, atto a proteggerci  che abbiamo – potremmo dire –  ereditato geneticamente  e attraverso il quale difendiamo il vecchio a discapito del nuovo seguendo il principio che in biologia si chiama omeostasi ovvero tendere all’equilibrio e a livello cosmico prende il nome di Legge del Tre (te ne ho già parlato in questo articolo).

La paura di rischiare ci ammannisce davanti un campionario di scenari catastrofici dei più variegati e fantasiosi con, dulcis in fundo e come conseguenza di tutto ciò, il timore del giudizio nostro e/o degli altri, qualora le situazioni non evolvessero secondo i nostri voleri e come abbiamo programmato in precedenza.

Rischia! Rischia tutto! Non ti preoccupare più delle opinioni degli altri, per quelle voci. Fai la cosa per te più difficile nella terra. Agisci per te stesso. Affronta la verità. –Katherine Mansfield

 

A questo punto è interessante fare una digressione e puntare i riflettori sull’etimologia della parola rischio:

forse dal greco: rizikon sorte, a sua volta forse da e riza scoglio o da e rysis salvezza; alcuni lo vogliono dal latino: resecare tagliare; forse dall’arabo: riziq tassa da pagare in natura per il mantenimento di una guarnigione, parallelo al greco rouzikon pagamento in natura – e i soldati così mantenuti diventerebbero andres tou rizikon soldati di ventura, da cui anche il nesso con l’iniziale rizikon sorte. ( testo originale pubblicato su una parola al giorno )

Come ad indicare che anche l’etimologia si accorda con il significato di incertezza che sottende il lemma in questione.

Solo quelli che rischiano di spingersi troppo lontano possono eventualmente scoprire quanto lontano si possa andare. – Thomas Stearns Eliot

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E proprio dal vocabolario voglio partire per fornirti alcuni suggerimenti pratici atti a superare la paura di rischiare.

#1 il rischio non è necessariamente sinonimo di pericolo

Dall’enciclopedia Treccani: Rischio è l’eventualità di subire un danno connessa a circostanze più o meno prevedibili (è quindi più tenue e meno certo che pericolo).

Da questo si evince che possiamo prevedere, almeno con un buon margine, quali siano le difficoltà  nelle quali possiamo trovarci attuando determinate azioni ma sop2rattutto sappiamo che il rischio non è certo (come il pericolo) quindi abbiamo una certa dose di probabilità – anch’essa calcolabile – di riuscire!

#2 Impara a gestire la paura

Un ottimo sistema è l’assunzione dei fiori di Bach.

Edward Bach – lo scopritore del metodo – ha selezionato ben cinque essenze che riequilibrano altrettante forme di paura. E in nostro aiuto abbiamo anche essenze che lavorano rispettivamente

  • sull’incertezza ed il dubbio facendo ritrovare la sicurezza
  • sulla disistima per riacquistare la fiducia in se stesse
  • sulla dipendenza dal giudizio altrui imparando così ad accettare eventuali consigli mantenendo nel contempo autonomia di giudizio e di scelta.

NB: Non ti cito il nome di ciascun fiore perché seguendo il Metodo originale di Bach le miscele vanno formulate al momento e ad personam, garantendo così la massima efficacia e il miglior percorso di consapevolezza emotiva.

#3 stabilisci in partenza lo scenario peggiore

Quando senti che la paura di rischiare prende il sopravvento chiediti:

“Qual è la cosa peggiore che mi può accadere (o che può accadere)?”

E qualora accadesse

“La mia identità, le cose, i valori, le persone che contano per me ne avrebbero del nocumento?”

Rispondi di getto.

E se questo non bastasse, nel momento che hai stabilito quale sia la cosa peggiore che può andare storta beh, hai comunque una chance per potervi porre rimedio prima che accada.

#4 agisci!

Una volta che sai quello che vuoi, che hai fatto un bel piano per realizzarlo, non tergiversare ma agisci!

Just do it now!

Il rischio è la vita stessa. Non si può rischiare che la propria vita. E se non la si rischia, non si vive. – Amélie Nothomb

E poiché nulla è mai completamente negativo o positivo voglio concludere spezzando una lancia a favore della paura di rischiare. Sì, hai capito bene e te ne spiego subito la ragione. La paura come qualsiasi ostacolo che si frappone fra noi e la nostra strada ha su di un piano sottile il compito di mettere alla prova la nostra determinazione, il nostro “carattere”, in ultima istanza è lo spartiacque tra l’agire e il desistere stabilendo in modo equo e giusto se il desiderio che ci muove è davvero degno, per noi, di essere realizzato.

 

Al prossimo articolo,

Iris

 

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Citazioni tratte da aforisticamente 

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