Alimentazione consapevole di cosa si tratta e come mettere in pratica il modo migliore per imparare a nutrirsi bene senza imposizioni e diete restrittive.

L’alimentazione umana è un argomento sul quale -mai come in questi nostri tempi- si spendono molte parole. Gli esperti di diete spuntano come funghi numerosissimi dopo una bella pioggia autunnale.

Per non parlare di chi vuole insegnarci come si cucina. Cuochi, masterchef o dilettanti impazzano ovunque e in molti programmi tv propongono la qualsiasi: dal rivisitare i piatti della tradizione italica, al mangiar sano e dietetico fino a giungere a pietanze che sembrano opere d’arte, forse un pelino troppo elaborate ma al grido l’occhio vuole la sua parte tutto è concesso. E se non bastasse, la miriade di riviste di ricette e foto del piatto del giorno postate sistematicamente sui profili social completano il quadro.

Ciò a dimostrare che il cibo è un gran bel business dal quale mangiano (la metafora è voluta) molti personaggi più o meno seri, più o meno preparati.

 

Rebus sic stantibus! Questa è la situazione che ci si dipana davanti e ne prendiamo atto senza cadere in una sterile ed improduttiva polemica ma in tutto questo florilegio di informazioni, dettami, consigli ci ritagliamo (questo sì!) uno spazio per porci delle domande, fare delle riflessioni ed agire con consapevolezza.

Come sempre partiamo dai fondamentali, e a costo di sem

brare banale, ti pongo la seguente domanda:

Cos’è che ci spinge a mangiare?

E senza indugio alcuno, concorderai con me …

mangiar bene|vita nova anima mente corpo

Poiché senza mangiare rischieremmo di morire di inedia, la risposta più ovvia è la vita ossia mangiare ci permette di Sopravvivere.

Mangiare significa nutrire e quando si parla di nutrire ci si riferisce ai sistemi biologici (nervoso, muscolo-scheletrico, etc. ), quindi agli organi (cuore, polmoni, cervello etc. ) e quindi alle cellule.

Sì, noi mangiamo per nutrire le nostre cellule.

Ma è solo questo che ci spinge ad addentare un panino invitante, a leccarci i baffi davanti al nostro piatto preferito (ti è per caso venuto in mente il tuo ed hai già l’acquolina in bocca?), a sbavare davanti ad una lussuriosa fetta di torta?

No, non è decisamente la sopravvivenza che ci spinge a desiderare quel determinato cibo.

Come dice bene in questo articolo il dottore igienista Giuseppe Cocca,  noi mangiamo per diverse ragioni che esulano dalla mera sopravvivenza e cioè la spinta a prediligere un determinato alimento piuttosto che un altro risiede in uno dei seguenti criteri: logico, emotivo e – aggiungo io – culturale.

Vediamo nel dettaglio cosa significa tutto ciò:

Fare una scelta dettata da un criterio di ordine logico sta a significare che decidiamo cosa mangiare sulla scia delle conoscenze e delle informazioni che abbiamo accumulato e di conseguenza delle convinzioni che ci siamo costruite in merito. Faccio un esempio pratico: se io ho letto da qualche parte che mangiare proteine mi fa bene ai muscoli e sono una sportiva incallita, nel mio piatto non mancherà mai la carne (meglio se bianca) o il pesce. O ancora se mi hanno detto che l’ananas fa bene per eliminare la cellulite o ho problemi digestivi a fine pasto mangerò una bella fetta di ananas – gambo centrale compreso – (è questa la parte che contiene la maggior quantità di bromelina*) anche se risulta poco gradevole. La chiave di lettura, l’avrai intuito, è: “lo faccio perché devo”, non mi muove nessun piacere.

Viceversa quando la decisione sarà dettata da un criterio di natura emotiva andrò a cercare quei cibi che mi gratificano, che mi piacciono, che mi ricordano dei bei momenti, che sono gradevoli al palato. Facci caso, notoriamente sono cibi che ci fanno ingrassare o che, in generale, fanno male alla salute. E quindi – nella maggior parte dei casi – sono in netto conflitto con quelli dettati dal criterio logico.

Infine il criterio culturale è quello per cui prepariamo e mangiamo il cibo che abbiamo visto mangiare nella cerchia della nostra famiglia e forti dell’idea che se i nostri avi si nutrivano in tal modo era cosa buona e giusta, non ci poniamo grosse domande e continuiamo in tal guisa, nonostante i tempi siano cambiati e con loro pure gli alimenti.

Ora tutto ciò con il nutrire le cellule come si incastra?

Mi spiace darti una brutta notizia ma non si incastra affatto.

E per farti capire il perché è necessario introdurre un ulteriore criterio di scelta che possiamo definire istintivo, dove per istintivo si intende il modo nel quale mangiano tutti gli animali allo stato brado: ovvero in perfetta armonia tra la loro conformazione biologica e la disponibilità di cibo.

Il gatto che è carnivoro – come tutti i carnivori – per fare solo qualche esempio, avrà una dentatura atta ad afferrare e la mandibola avrà una mobilità simile ad una tenaglia in modo da strappare lembi di pelle e carne, avrà artigli ben affilati e già in piccola età i suoi giochi saranno simulazioni di agguati, zuffe con atterramento della preda.

Ben diversa sarà – per citare un altro grosso gruppo di animali – la struttura fisica degli erbivori. Giusto per dare qualche accenno, ciò che salta subito agli occhi è che gli erbivori hanno denti smussati, grandi molari e la mandibola è strutturata per masticare a lungo tanto che alcuni tra di essi  – come ad esempio la mucca – sono detti ruminanti dal loro particolare e prolungato modo di masticare. Non hanno artigli e sono più propensi alla difesa (dai predatori) che all’attacco.

In tutto questo la natura, in perfetto e meraviglioso equilibrio, fa sì che tutti gli esseri viventi possano avere il cibo adatto per vivere e far prosperare così la propria specie.

Tutto questo cosa c’entra con noi uomini? C’entra eccome!

Se come ci ha ricordato Darwin con il suo memorabile Origine della specie noi siamo (anche) animali e l’alimentazione è una funzione che riguarda in prima battuta la nostra biologia noi dovremmo nutrirci secondo un criterio istintivo.

igienismo e crudismo|vita nova anima mente corpo

D’altra parte l’uomo non è solo un animale e quindi, pur recuperando il criterio di ordine istintivo e facendolo diventare il più possibile prioritario, non possiamo trascurare di includere quello logico, emotivo e culturale.

E’ arrivato il momento di tirare le fila e se sei curiosa di sapere dove vado a parare abbi ancora un po’ di pazienza e ti fornirò un primo esercizio per imparare a nutrirti con un’alimentazione consapevole.

Ma prima ci tengo a sottolineare che:

  • C’è un modo di nutrirci che ci fa bene e uno che ci fa male. 
  • C’è un modo di nutrirci sano e uno non sano.
  • C’è un modo di nutrirci etico e uno non etico.
  • C’è un modo di nutrirci ecologico e uno non ecologico.

Avremo modo di tornare su questi quattro punti essenziali ma per il momento ci interessa sapere che  incredibilmente il fil rouge che li lega è per l’appunto un’alimentazione consapevole.

E ti voglio dare un assaggio (anche qui il sostantivo non è casuale…) di cosa intendo per alimentazione consapevole.

Se hai seguito fino a qui e sono stata (spero!) abbastanza chiara riguardo ai primi tre criteri ti invito a provare questo esercizio.

mangia consapevole

 

Esercizio N°1 – alimentazione consapevole:

Quando: prova all’inizio solo per un pasto al giorno e poi ti consiglio di farlo per tutti i pasti per almeno una settimana.

Come: nel momento che ti trovi il piatto davanti poniti la domanda su quale dei tre criteri ha determinato la tua scelta alimentare. A questo punto inizia a mangiare concentrandoti sul cibo e solo sul cibo: che odore ha? Come si presenta nel piatto? Esteticamente ti piace? Quando metti il primo boccone in bocca quali sono le sensazioni? E dopo? Quanto tempo impieghi a masticare? Cosa senti subito dopo aver finito di mangiare?

Per la riuscita dell’esercizio è importante non avere distrazioni (spegni cellulare e televisione) e prendersi i tempi giusti.

E se sei sempre di corsa e i pasti li consumi (quasi) in piedi? Non ci sono scuse 😉 Inizia la domenica quando puoi prenderti il giusto momento per mangiare in tranquillità.

Dopo che hai finito di mangiare, scrivi su di un diario tutte le sensazioni che hai provato.

Ti assicuro che già con questo primo esercizio avrai delle belle sorprese… E se me ne vorrai fare partecipe ne sarò felice.

E se vuoi ulteriori chiarimenti o hai dei dubbi, scrivimi.

Note al post: *la bromelina è un enzima proteolitico, in grado di degradare le proteine in aminoacidi, ha dunque un’azione digestiva ma non solo, è un buon antiinfiammatorio dei tessuti molli,  è analgesico ed antiedematoso.

 

Credits: Foto tratte da Google images

 

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