Alla base dell’apprendimento vi è la trasmissione di esperienza: alcune considerazioni teoriche e scientifiche e due consigli su come imparare al meglio.

 

Settembre tempo d’autunno e tempo di iniziare un nuovo anno scolastico. No, non ho intenzione di parlarti di scuola, di dire la mia sulla condizione in cui versa il nostro sistema educativo, Dio me ne guardi bene!

No, la scuola mi serve come pretesto per introdurti ad una riflessione che mi auguro possa portarti dei benefici pratici. e  per far ciò partiamo, come è buona abitudine, da una domanda.

Al di là della tipologia, della quantità e qualità dell’insegnamento, cosa sta alla base del rapporto docente e discente?

Alla base di ogni tipo di relazione in cui viene trasmesso un insegnamento vi è l’esperienza pratica e/o teorica. Cioè a dire che noi esseri umani, ma senza tema di smentita estenderei il concetto anche a tutti i mammiferi e in taluni casi anche ad altre categorie di specie animali, apprendiamo attraverso il modellamento: il copiare ciò che qualcuno ha fatto prima di noi.

In effetti rimanendo nel campo circoscritto che riguarda l’homo sapiens, sappiamo bene che tutti i bambini (noi compresi) apprendono imitando gli adulti: in maniera inconscia e conscia. Se ad esempio un bambino non avesse la possibilità di vedere gli adulti attorno a lui che stanno in posizione eretta, difficilmente farebbe lo sforzo di alzarsi in piedi e camminare, prova ne sono i cosiddetti “bambini selvaggi” smarriti o abbandonati dai genitori e cresciuti da altre specie animali ( qui trovi alcune ricostruzioni fotografiche di storie vere e documentate).

come si apprende

D’altra parte nella struttura formativa della PNL (programmazione neurolinguistica) il modelling non è un caso che sia effettivamente un cardine. In effetti secondo questo metodo di comunicazione si può modellare l’eccellenza  codificando i comportamenti  esteriori, gli schemi mentali e i pattern emotivi di persone che hanno raggiunto il successo in qualsiasi campo della conoscenza umana. A livello teorico e partendo dall’idea che il nostro cervello sia una specie di “supercomputer”, questa teoria ha un fondo di verità che però deve fare inevitabilmente i conti con l’unicità individuale e con la variabilità della vita per cui andare “da A a B” non sempre si rivela un percorso lineare e spesso non è neanche il percorso migliore, efficace e soprattutto realmente giusto e adatto per noi.

Sulla PNL  avremo modo di ritornarci in un altro momento, adesso proseguiamo con l’argomento del nostro articolo ovvero imparare dall’esperienza e a supporto di ciò voglio accennarti ad una scoperta scientifica che all’epoca fece molto scalpore. Tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90 un equipe italiana che stava studiando l’attivazione delle aree neuronali specializzate nel movimento di una mano – del tutto casualmente – come nella migliore tradizione della storia della scienza – vide che alcuni neuroni (cellule nervose) del soggetto studiato (un macaco) si attivavano anche quando vedeva compiere un’azione (afferrare una banana) da un altro individuo (un ricercatore) e non soltanto quando era lui stesso a compiere quella medesima azione.come impariamo

Questa categoria di neuroni venne chiamata neuroni specchio (mirror neurons): dalla loro scoperta molti studi sono stati fatti (qui trovi alcuni riferimenti ad importanti articoli scientifici ) in particolare mi riferisco ai meccanismi biologici e fisiologici alla base dell’apprendimento e di come questo può essere correlato sia allo sviluppo del linguaggio umano che ad un coinvolgimento emotivo.

imparare dall'esperienza - vita nova anima mente corpo

L’apprendimento intellettuale avviene attraverso il linguaggio non solo verbale ma anche scritto: i libri sono per noi  umani una grande fonte di conoscenza accumulata nei secoli che serve –  di generazione in generazione –  a fornisci strumenti tecnici, teorici, pratici per comprendere noi stessi e il mondo che ci circonda: storia, geografia, astronomia, letteratura, poesia e via dicendo sono un patrimonio di informazioni al servizio di ogni individuo che nasce su questo pianeta.

D’altra parte  si apprende meglio se c’è un coinvolgimento emotivo: se la filosofia ci piace non faremo nessuna fatica ad addentrarci in ragionamenti elaborati o a risolvere equazioni complesse se adoriamo la matematica.

E avremo meno difficoltà a studiare se il nostro docente (colui che insegna) ci trasmette la sua passione, è disponibile con noi, è quello che si dice un mentore*, una guida.

imparare dall'esperienza
Telemaco e Mentore sull’isola di Calipso – Angelica Kauffmann

Per tirare le fila di ciò che finora abbiamo detto due sintetici quanto validissimi consigli pratica per un buon apprendimento.

Se desideri apprendere qualcosa, qualunque cosa

1. Affidati all’esperienza.
Non importa che sia una persona fisica, un libro, un supporto audiovisivo o tutte queste cose contemporaneamente. Ciò che è fondamentale è che tu apprenda il più possibile sull’argomento che ti interessa.
2. Dopo che hai appreso tutto ciò che reputi necessario, dimenticalo.
Trova la tua personale strada, personalizza ciò che hai imparato, metabolizzalo e rendilo tuo totalmente.

*Approfondimenti: Mentore è un personaggio dell’Odissea, colui al quale Ulisse affidò l’educazione del figlio Telemaco prima di partire per la guerra di Troia. E’ interessante notare che  in realtà è la dea Atena ad impartire gli insegnamenti a Telemaco sotto le mentite spoglie di Mentore.

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Iris

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