emozioni e alimentazione |vita nova anima mente corpo nutri

 

In questo articolo ho cercato di fornirti una panoramica sull’alimentazione consapevole affrontando gli aspetti che sono alla base di una sana e felice alimentazione, un’alimentazione consapevole appunto.

 

Oggi voglio approfondire la strettissima correlazione tra cibo ed emozioni che tanta rilevanza ha nel nostro modo di mangiare. 

Sempre nell’articolo sopracitato  abbiamo messo in evidenza che uno dei tre criteri (gli altri due sono quello logico e quello culturale) per cui noi mangiamo è quello emotivo, ovvero mangiamo per la soddisfazione di  un bisogno emozionale.

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Ma che cosa significa esattamente soddisfare un bisogno emotivo?

E soprattutto, la soddisfazione che ci procuriamo assumendo un determinato cibo che conseguenze ha sul nostro sistema integrato corpo/psiche?

Facciamo degli esempi pratici per cercare di rispondere.

Poniamo il caso che io abbia un piatto preferito e che sia proprio quello che mi preparava la mia nonna quando andavo a trovarla: lei mi coinvolgeva nelle fasi di preparazione e nel tepore ovattato della cucina mi chiedeva di me, di come andavo a scuola, se ero felice, oltre che a raccontarmi storie del suo passato. Ed io mi beavo a guardarla compiere gesti precisi e lenti e sapienti, ad ogni boccone assorbivo assieme ai nutrienti buoni per farmi crescere, il suo piacere nel preparare da mangiare, l’amore nel prendersi “cura” di me e della sua famiglia.

Ebbene quando oggi ripenso a quei momenti e mi accingo a preparare quella stessa pietanza quali pensi che siano le mie emozioni?

Azzardo: piacere, calore, affetto, fiducia, tenerezza e forse anche un pizzico di nostalgia per un tempo che oramai è passato per sempre. Ad ogni buon conto mi sto collegando alle mie radici, ad un senso di appartenenza ed identità. Magari oggi come madre, zia o nonna sono io stessa a preparare quell’identica ricetta della “tradizione di famiglia” con lo stesso amore che ci metteva la mia ava… così che il ciclo nutrizione/affetto possa avere seguito.

La situazione che ti ho appena descritto rientra nel criterio emotivo che ha sicuramente un effetto virtuoso perché oltreché agli elementi necessari a nutrire le mie cellule (è questo il compito primario del mangiare, ricordi?) io immagazzinerò  delle emozioni piacevoli che non possono che farmi del bene.

Mettiamo invece il caso che io abbia dovuto – magari per l’ennesima volta – ingoiare un rimprovero ingiusto del mio capo, o che non sia stata in grado di terminare quel lavoro nei tempi che mi ero prefissata, oppure che mi sento particolarmente stressata per i troppi impegni che mi sono assunta e che – mi rendo conto – faccio fatica a compiere e così via. Ecco che mi assale un bisogno irrefrenabile di cibo.

In tutti questi frangenti siamo di fronte a quella che in psicologia è etichettata come fame nervosa (o emotiva) per cui cercherò determinati cibi che per composizione chimica e/o  effetto compensativo – affettivo riescono a placare il mio disagio. Mangerò senza quasi gustare quello che metto in bocca con l’unico scopo di mettere a tacere quell’emozione che sto provando e che tanto mi disturba.

Premessa fondamentale: le emozioni non sono in assoluto negative o positive, sono solo dei segnali che comunicano al nostro corpo ciò che accade nel nostro mondo esteriore ed interiore.

E’ intuitivo che siamo ancora nel criterio emotivo ovvero stiamo soddisfacendo un’esigenza emotiva ma le conseguenze che ne ricaveremo sono tutt’altro che positive per noi.

Vediamone qualcuna:

Aumento di peso.

Mangiare sotto la spinta di emozioni non risolte porta a non basarci sul senso di sazietà e quindi a strafare con le dosi e a prediligere cibi non proprio salutari con ripercussioni nefaste sul nostro sistema digestivo in prima battuta e poi sull’intero organismo:

Cattiva digestione ed altri disturbi correlati, tra cui anche stanchezza, spossatezza, mal di testa etc.

Senza contare che un comportamento alimentare di questo tipo porta con sé – spessissimo – sensi di colpa, frustrazione, impotenza e rabbia per non essere riuscita a gestire al meglio la situazione ed essere ricaduta in dinamiche alimentari sbagliate:

Compromissione della nostra fiducia.

E per completare il quadro dar sfogo ad una fame di questo tipo non ci porta alla soluzione ma è soltanto un palliativo momentaneo: rimanda solo il problema alla prossima occasione quando – puntualmente – ci ritroveremo ad affrontare la medesima situazione o una situazione similare e  ricorreremo al solito pattern comportamentale.

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Dunque che fare?

Cibo ed emozioni – Tre super suggerimenti che ti consiglio di provare:

1# Mangia con consapevolezza!

La prossima volta che  ti accorgi che stai entrando nel loop della fame emotiva (la riconosci dal fatto che non ha nulla a che vedere col bisogno fisiologico di nutrirsi).

  • Non ti colpevolizzare e non ti giudicare in alcun modo.
  • Ma rimani attenta e presente il più possibile a cosa stai facendo: cosa hai nel piatto, come mastichi, come respiri, cosa provi, che sensazioni hai?

Rimani semplicemente in osservazione.

 Col tempo sarai in grado di “ascoltare ” il corpo e con assoluta semplicità e naturalezza abbandonerai quella modalità comportamentale controproducente.

Naturalmente – di pari passo – ti consiglio di affrontare le tue emozioni non risolte: trova il modo di gestirle e di ricondurle alla loro giusta funzione, ovvero di messaggeri d’informazione.

Puoi intraprendere un percorso in completa autonomia o affidandoti ad un esperto in gestione emozionale e/o a metodi che lavorano prettamente sulle emozioni come la FLORITERAPIA.

     2# Coltiva il piacere del cibo!

 Mangiare è una funzione indispensabile e primaria per la nostra sopravvivenza fisica (fatta eccezione per quegli individui – rari – che si nutrono solo di prana*!). E allora perché non renderlo un piacere?

Ritualizza il momento del pasto: prepara con cura ciò che mangi ed il luogo in cui mangerai, mastica per bene e lentamente, in silenzio o parlando di argomenti piacevoli. Sii consapevole che ti stai nutrendo, che stai agendo per il tuo benessere e per la tua salute.

3# Cibo come farmaco

Se è vero che la sfera emotiva influenza la scelta del cibo che prediligiamo è altrettanto vero che gli alimenti hanno un effetto sul nostro stato emotivo.

Qui potrei darti delle precise indicazioni su cosa mangiare per aumentare il livello di benessere ma preferisco che sia tu a scoprire quali sono i cibi per te energizzanti o deprimenti. In primo luogo perché  – nell’ambito di un determinato range – ognuno di noi è unico e poi perché un mio dictat è:

non credere a quello che ti dico ma sperimenta ciò che dico!

primo perché l’esperienza è fondamentale se si vuole davvero cambiare e soprattutto perché soddisfa un pre-requisito fondamentale (lo sa bene chi ha già lavorato e fatto consulenze con me) ossia l’ assumersi in prima persona la RESPONSABILITA’ del proprio benessere. 

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Se desideri avere maggiori informazioni in merito all’argomento trattato in questo articolo, oppure vuoi richiedere una consulenza, contattami qui. E stabiliremo insieme come intraprendere un percorso di alimentazione consapevole

 

*Prana è una termine che deriva dalla filosofia indiana e che sta ad indicare respiro, soffio di vita, energia.

 

Al prossimo articolo,

Iris

 

Ogni giorno è un buon giorno per iniziare una VITA NOVA 

 

Foto tratte da Google images

 

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